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NEWS DALL'AZIENDA CONSORZIALE TRASPORTI DI REGGIO EMILIA
NUMERO 36 / 23 NOVEMBRE 2006

SIAMO AL CAPOLINEA? IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE TRA NUOVE DOMANDE DI MOBILITA’ E GRAVI PROBLEMI DI ECONOMICITA’

Si è svolto ieri a Reggio Emilia il convegno promosso dall’ACT “Siamo al capolinea? Il Trasporto Pubblico Locale tra nuove domande di mobilità e gravi problemi di economicità”, al quale hanno preso parte Francesco Zaini, presidente di Equiteam (la società cui ALMA, l’Associazione delle Agenzie Locali per la Mobilità della Regione Emilia-Romagna, ha recentemente commissionato un’approfondita indagine sulla situazione economico-finanziaria del trasporto pubblico locale), Bruno Ginocchini, direttore dell’Agenzia Trasporti Pubblici della Regione Emilia-Romagna, Marcello Panettoni, presidente di ASSTRA (l’Associazione delle Aziende di Trasporto Pubblico a livello nazionale), il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, la presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini e Iris Giglioli, presidente dell’Assemblea Consortile ACT e sindaco di Montecchio.

Obiettivo dell’incontro, “generare consapevolezza sulla situazione in cui versa il Trasporto Pubblico Locale, non solo a Reggio Emilia, ma come dato generale, di carattere regionale e nazionale”.

Riportiamo qui di seguito la relazione del presidente di ACT Giulio Fantuzzi, intervenuto in apertura ai lavori del convegno:

«Il titolo prescelto per il nostro incontro – “Siamo al capolinea?” – ha carattere certamente provocatorio, ma ha la sua ragione d’essere: il nostro è un interrogativo, e non ancora la constatazione di essere arrivati a un “punto di sosta” definitivo e immanente, anche se siamo consapevoli di una criticità abbastanza seria che ci sta di fronte, a Reggio Emilia e non solo. La situazione di criticità è dovuta al fatto che, come ACT (intesa nella sua doppia accezione di Agenzia Locale per la Mobilità e di Azienda capofila di un gruppo di società che operano sul fronte del TPL al servizio del territorio di Reggio Emilia), le aziende che si occupano efficacemente di Trasporto Pubblico Locale da un lato sono poste di fronte a sempre crescenti e nuove domande di mobilità, di una mobilità diversa, di una mobilità sostenibile, e dall’altro però – e questo è il senso dell’incontro che abbiamo voluto promuovere – si trovano costrette, “vessate” da una situazione piuttosto seria di economicità. Noi siamo in mezzo, tirati di qua e di là, e in questa situazione, evidentemente, rischiamo di grosso.

Oggi si parla di “risanamento” della situazione delle aziende di Trasporto Pubblico, e questo accende un campanello di allarme piuttosto serio sulla situazione… Fino a qualche anno fa non era così, i conti erano in pari, anche se già da tempo, con operazioni di tipo patrimoniale, con sopravvenienze varie, nella realtà reggiana e anche nella realtà regionale si era riusciti a “mettere una toppa” a una gestione caratteristica che cominciava già a dare segni di affaticamento; oggi “il re è nudo”, nel senso che queste operazioni, ormai, sono ridotte allo stremo e la drammaticità di un conto economico che fa fatica a quadrare emerge in tutta la sua evidenza.

Quando si parla di Trasporto Pubblico Locale, le domande che ci vengono poste di fronte - la qualità urbana, la vita nelle nostre città, l’inquinamento ambientale, l’abuso dello spazio che dovrebbe essere dedicato nelle nostre città ad altre attività, e non solo all’utilizzo attraverso i mezzi di trasporto privato di così grandi spazi che ovviamente comprimono la nostra vita sociale, la nostra comunità di relazioni - sono domande cogenti e inoppugnabili, che ci pongono seri problemi di sviluppo, e che al tempo stesso devono coesistere con ragioni di risanamento.

Per fare un po’ la rima al ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, che quando presenta la Finanziaria parla di risanamento e sviluppo, anche per il TPL dobbiamo - purtroppo - parlare non solo di sviluppo ma anche di esigenze di risanamento, con un’attenzione particolare all’equità nei confronti dei cittadini, degli amministrati. Oggi dobbiamo infatti proporci una nuova equità: tra gli strumenti vari della mobilità da un lato (quelli privati e quelli pubblici: notevolmente sacrificati, questi ultimi, non per ragioni soggettive e individuali, ma per una serie di ragioni di portata più generale, di tipo oggettivo) e tra i cittadini dall’altro (cioè coloro che adesso non hanno alternative al trasporto pubblico – quelli che sono stati chiamati “i coatti del TPL” – e gli altri, che hanno opportunità di scelta). Da questo punto di vista, noi che operiamo al servizio dei cittadini sul fronte del trasporto pubblico locale dobbiamo rimboccarci le maniche, e vedere tutto quello che è possibile fare, con un concerto di azioni che vengano propugnate da tanti attori, per rilanciare politiche consapevoli di sviluppo e qualificazione del trasporto pubblico, del trasporto collettivo, attraverso interventi sull’offerta (il trasporto pubblico deve diventare competitivo, molto più competitivo rispetto all’abuso del trasporto privato), così come attraverso interventi sulla domanda di mobilità e sulla sua organizzazione.

ALMA, che è la nostra Associazione di Agenzie Locali per la Mobilità a livello regionale, ha recentemente promosso – d’intesa con Confservizi Emilia-Romagna – uno studio sulla situazione delle aziende di Trasporto Pubblico Locale nella nostra Regione, per vedere come stanno i conti, come stanno le prospettive, e per fare un benchmarking, cioè un raffronto tra alcuni parametri fisiologici, che indicano la produttività, l’efficacia del servizio di Trasporto Pubblico Locale nella Regione Emilia-Romagna. Da questi dati emerge un trend decisamente preoccupante: c’è un disavanzo molto consistente, che è già pienamente ormai acclarato per l’esercizio 2006, e che di qui al 2009 rileva un’impressionante tendenza alla voragine. Lo studio, realizzato da Equiteam, lancia un vero e proprio “grido di allarme”, che vale per la Regione Emilia-Romagna, ma che può indubbiamente essere esteso – come ci può del resto testimoniare il presidente di ASSTRA Marcello Panettoni - all’intero comparto del TPL, su scala nazionale. Il 30 di novembre ci sarà a Roma una manifestazione per far sentire la voce delle aziende del Trasporto Pubblico Locale: il 2007 si profila essere un “anno nero” per il TPL; anche la Conferenza delle Regioni, che si è appuntata sulle problematiche del Trasporto Pubblico Locale, non ha potuto non rilevare la “drammaticità” (parole testuali) della situazione. E va detto che, dopo diversi anni in cui la politica nazionale ha ignorato le esigenze del settore, purtroppo l’attuale Finanziaria non ha riscattato la dignità di attenzione necessaria per questo comparto. Il ministro Bianchi ha annunciato un piano per il TPL, ma ancora non se ne vede l’ombra, e intanto, dal punto di vista delle risorse destinate dalla Finanziaria, c’è in noi una forte delusione: c’erano 60 milioni di Euro che erano destinati alla corresponsione degli aggiornamenti Istat del costo della vita per quanto riguarda le ferrovie, che per il bilancio di ACT sarebbero stati una manna assolutamente indispensabile, e nell’emendamento di questi giorni approvato con il voto di fiducia alla Camera, tale somma è stata messa a finanziare il secondo biennio del Contratto Nazionale di Lavoro degli autoferrotranvieri, coprendo fra l’altro – con il co-finanziamento dello Stato – solo il 25% all’incirca del costo totale stimato da parte delle nostre aziende. Siamo dunque in una situazione davvero pesante e, se andiamo avanti così, il 2007 sarà veramente un anno nero anche per noi, malgrado lo sforzo della Regione Emilia-Romagna, che ha cercato di incrementare con il bilancio 2007 le risorse destinate al TPL. A livello di Regione si sta parlando della revisione dell’accordo di programma (dovrebbe essere presto adottata una prima delibera che riguarda l’atto d’indirizzo per i servizi minimi del TPL) e c’è la volontà di tenere conto di questa situazione, facendo tutti gli sforzi possibili, ma naturalmente questo non basta.

Oltre alla mancanza di risorse, un altro aspetto del problema che riveste notevole importanza è quello degli assetti istituzionali, legislativi, normativi che regolano la vita di questo comparto e che ci rendono la vita molto ardua: il processo di liberalizzazione, che è andato avanti con molti stop and go, è oggi pieno di contraddizioni, che ovviamente creano “condizioni al contorno” non ottimali per guardare con un minimo di serenità e tranquillità al nostro futuro.

Infine, ultimo tema del nostro convegno, c’è quello che possiamo fare noi, a livello locale. Siamo in attesa della definitiva elaborazione del PUM, cioè del Piano Urbano della Mobilità, che sarà un’occasione rilevante per il contesto istituzionale reggiano (è la prima volta che si fa d’intesa tra il Comune e la Provincia di Reggio, con un’ottica di area molto vasta). Alcune elaborazioni sono già state presentate e ci danno materia, stimoli, per lavorare. Come ACT non stiamo con le mani in mano: noi abbiamo presentato un nostro documento, che si chiama “Agenda 2009”, dove evidenziamo tutti quelli che possono essere i punti di forza della nostra realtà Agenzia-Azienda a Reggio Emilia, sulla quale innestare delle azioni virtuose che possono accompagnare l’iter del PUM e presentare nuove opportunità per le politiche di mobilità sostenibile nella nostra città e nella nostra provincia».

Sarah Grugnetti
Responsabile Comunicazione Gruppo ACT

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