Verso una mobilità sostenibile nel bacino reggiano
Un altro anno è già passato, più o meno pericolosamente, tra novità importanti e difficoltà più o meno note; ciò che immaginavamo nel 2007 si è in buona parte verificato, ma non in modo sufficiente per poter dare una svolta decisa al settore del trasporto collettivo.
Abbiamo tre linee di Minibù, una nuova linea urbana, il disco bus, nuovi parcheggi, abbiamo aumentato del 5% i viaggiatori paganti grazie alla lotta allevasione e alla ristrutturazione delle linee fatta a settembre.
Il centro storico è servito meglio di prima e una nuova linea di Minibù val bene il sacrificio di tre o quattro posti auto, oltretutto irregolari, nelle strette strade del centro città.
La finanziaria ha ridato un minimo di fiato al trasporto pubblico locale con scelte strutturali: competenza completa alle regioni e federalismo fiscale nel settore trasporti - cinquecentomilioni di euro al TPL gomma/ferro - defiscalizzazione abbonamenti - poliennalità dei finanziamenti.
A Reggio arriverà un milione di euro in più ogni anno per tre anni e recupereremo i crediti sulla ferrovia; cifre relativamente basse rispetto ai bisogni, ma significative dopo anni di blocco dei finanziamenti.
Potremo difendere meglio i servizi che eroghiamo quotidianamente ai reggiani, graditi ad oltre il 70% degli utenti, ma con lacune evidenti soprattutto dal punto di vista della qualità del servizio urbano.
Coi pochi soldi a disposizione, nel 2008, pensiamo di risolvere i problemi della capienza, della pulizia e del comfort dei mezzi; di intensificare la lotta allevasione e di migliorare ulteriormente il servizio sulle linee già oggetto di ristrutturazione completando il processo di efficientamento iniziato nel 2007.
In questi anni, in costanza di risorse a disposizione, sono paurosamente aumentati i costi mettendo in sofferenza grave il servizio(40% in un anno laumento del gasolio - 2 punti di aumento dei tassi di interesse - inflazione, nel settore, doppia della media nazionale); la difesa della quantità e capillarità dei servizi erogati ha penalizzato la loro qualità, ma intendiamo interrompere questa spirale che penalizza lappeal del trasporto collettivo.
Col 2008 cominciamo a invertire la tendenza: al centro la qualità complessiva del servizio e la sua quantità nelle ore di punta, anche a scapito delle frequenze nelle ore di morbida e sulle linee deboli.
Il concetto di qualità lo estendiamo anche ai servizi a terra (fermate - bike sharing - barriere architettoniche) a partire dalle linee di forza come la linea 2.
Per lextraurbano una migliore taratura del servizio studenti, da e per i comuni capi distretto, soprattutto per la capienza mezzi; cominceremo anche a sperimentare linterscambio bus-treno.
Poche cose ma significative per migliorare lofferta ed accrescere la capacità di attrazione del trasporto collettivo in penuria di risorse; nel triennio 2008 - 2010 pensiamo di poter migliorare significativamente lattuale servizio e di far partire la prima metropolitana di superficie; non di più.
Nel 2008 sarà approvato il PUM e si comincerà a ridisegnare il sistema della mobilità in città e provincia; si comincerà ad affrontare il nodo delle corsie preferenziali e, spero, dei dossi artificiali rallentatori che penalizzano pesantemente il bus (velocità commerciale ridotta, scarso comfort del viaggio, costi di manutenzione dei mezzi).
In questo anno è cresciuta enormemente anche la sensibilità circa lutilità del trasporto collettivo nelle politiche di mobilità sostenibile, di lotta allinquinamento e alla congestione; è un fatto positivo che coniuga diritto alla salute e competitività del sistema economico locale; diritto alla mobilità e qualità ambientale e urbana della città e del territorio. Ma non basta; è una condizione necessaria, ma non sufficiente, perché lintreccio tra sistema urbano e auto individuale ha radici talmente profonde da non essere scalfito con provvedimenti tampone.
Serve un progetto di lungo periodo, costanza di investimenti e un tavolo di governance capace di intervenire a tutto campo, dalla formazione della domanda di mobilità alla offerta di opportunità trasportistiche.
Il PUM indicherà le direzioni di marcia e i bilanci degli enti locali ci diranno su quali risorse aggiuntive potremo contare, e se avremo gli strumenti per progettare il futuro; comunque avremo delle certezze, alle quali commisurare il nostro lavoro.
Nel frattempo siamo arrivati alla vigilia di decisioni importanti; dalla costruzione della Società Ferroviaria Regionale al consolidamento delle società di produzione (Autolinee dellEmilia specializzata sul TPL / TIL trasporti speciali / DP logistica merci).
Unica società ferroviaria regionale significa dare corpo alle metropolitane di superficie in tutto il bacino reggiano e sviluppare la logistica delle merci a dimensione regionale; in una parola: massima valorizzazione strategica, societaria ed economica del patrimonio ferroviario di ACT.
Consolidamento delle società di produzione significa disporre di aziende specializzate in grado di assolvere ai bisogni di trasporto collettivo del bacino reggiano.
ACT diventerà definitivamente solo il regista/organizzatore del sistema per conto degli enti locali; con il 2008 si completerà il percorso, avviato con la legge Burlando, della liberalizzazione nel settore dei trasporti e della riorganizzazione complessiva della vecchia azienda trasporti a Reggio Emilia.
Lobbiettivo, annunciato nel 2007, di costruire un sistema integrato di opportunità trasportistiche in grado di rendere superfluo luso dellauto per gli spostamenti abitudinari di una famiglia resta la nostra stella polare; su questo intendiamo lavorare da subito per progettare un sistema di trasporto scolastico collettivo per tutta la fascia dellobbligo e una rete di mobility management, aziendali e territoriali, in funzione del trasporto casa-lavoro.
Questi progetti, unitamente allo sviluppo del bus a chiamata, completano la diversificazione dellofferta trasportistica in direzione del sistema a rete, ma lattuazione è subordinata al reperimento delle risorse aggiuntive.
Alla stessa stregua si deve ragionare per il potenziamento del sistema attuale soprattutto in direzione di forti investimenti in tecnologia.
Oggi siamo un po più vicini di un anno fa, ma il tempo è volato e le attese dei cittadini crescono molto più velocemente dei nostri tempi di risposta: serve uno scatto di tutta la comunità reggiana sulla priorità trasporto, perché oggi è il tempo giusto.
Il trasporto collettivo deve essere un bene per tutto un territorio, non solo per chi ne fruisce; così si concludeva il mio saluto di presentazione della carta della mobilità 2007. Ad oggi posso dire che la situazione reggiana è andata in quella direzione, non abbiamo molto tempo, ma la strada è quella giusta.
ACT - agenzia della mobilità, proprio perché mette in rete tutte le politiche di mobilità volute dagli enti locali con lofferta di una vasta gamma di opportunità trasportistiche e con il TPL - è il soggetto concretamente in grado di introdurre le innovazioni necessarie per realizzare un sistema di mobilità sostenibile nel bacino reggiano.
Auguro a tutti di poter viaggiare sempre meglio sui mezzi pubblici, noi ce la mettiamo tutta.
Il presidente di ACT
Angelo Malagoli

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